Grazie all’utilizzo di fonti alternative il consumo e di conseguenza il peso delle bollette gas si è ridotto.

Dalle stime di fine anno 2017 il Paese ha mantenuto la pole position per le bollette gas più costose di tutta l’UE. Ma per il 2018 le statistiche si stanno modificando. Il carbone è ancora oggi il combustibile fossile più utilizzato in Italia però c’è stato un crollo del 21% rispetto all’anno precedente.

Si sta spingendo l’economia nazionale verso la “decarbonizzazione”, questo approccio parte dall’Unione Europea che vuole portare i Paesi membri all’efficienza energetica. Quando si parla di energia occorre guardare al futuro avendo si obiettivi chiari ma anche concretamente realizzabili.

Un mercato efficiente è una grande sfida dispendiosa in termini di tempo e denaro, l’azione deve quindi essere compiuta in modo uniforme a livello europeo così da non eliminare totalmente dall’industria energetica le fonti tradizionali. In Italia l’uscita dal carbone è un processo ormai avviato ma ancora lungo a causa dei costi da sostenere per adeguare il sistema.

Le bollette gas hanno ancora oggi un’incidenza piuttosto notevole nel bilancio familiare soprattutto durante il periodo invernale.

Caldaia e termosifoni sono la fonte di calore più diffusa nelle case degli italiani. Parlando di efficienza una sempre maggiore attenzione va agli innovativi sistemi ibridi, alle caldaie a condensazione, quelle a biomassa e alle pompe di calore che sono delle soluzioni che permettono di risparmiare fino al 60% di energia.

Per permettere all’Italia di migliorare le proprie prestazioni in termini di consumo di gas e quindi di ridurre i costi delle bollette gas è bene che ogni cittadino si impegni. Adottare metodologie per risparmiare non solo porta benefici alle tasche degli italiani stessi ma permette anche di salvaguardare l’ambiente.

Dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico